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D. 02/12/2005 n. 153
3. Tecniche.
-In sede di redazione del progetto esecutivo: le condizioni di stabilità dell'area posta a valle, lato destro, dello sbarramento «Ponte Liscione» saranno adeguatamente approfondite, mediante specifiche indagini e studi e le necessarie verifiche a carattere geologico e geotecnico; dovrà essere verificata, rispetto alla scelta di tubazioni in pvc, la convenienza tecnico-economica di utilizzazione di altri tipi di tubazioni quali il PEAD; dovranno essere approfondite le indagini e le analisi sia nelle zone delle opere d'arte che lungo la condotta, per meglio stabilire anche la sagoma degli scavi provvisori; dovrà essere incrementato il franco tra massimo livello e bordo vasca di compenso, in particolare nella vasca piezometrica Biferno; dovrà essere riesaminato il guscio interno del pozzo piezometrico (strutturalmente non solidale con la struttura esterna) tenendo conto di possibili carichi esterni dovuti alle acque d'infiltrazione tra le due strutture. Dovranno essere prodotti anche i particolari delle armature con una corretta attenzione alle sovrapposizioni specie nelle zone d'angolo; dovranno essere adeguatamente giustificate le problematiche riguardanti la protezione catodica, le gallerie ispezionabili e la destinazione dei materiali di risulta degli scavi; per quanto riguarda il sollevamento lato Biferno, dovrà essere adeguatamente verificata la scelta delle elettropompe ad asse verticale confrontandole con quelle ad asse orizzontale poste ai piedi del pozzo piezometrico, con possibilità di estrazione per manutenzione dalla sovrastante camera di comando. Dovrà altresì essere approfondito l'aspetto del moto vario, esaminando l'opportunità di inserire casse d'aria sulla mandata, atteso il beneficio che se ne avrebbe in caso dì distacco dell'energia elettrica a fronte di un modesto costo; prima dell'affidamento dei lavori, l'elenco dei prezzi unitari andrà integrato e maggiormente dettagliato. ALLEGATO 1-BIS Prescrizioni integrative all' Allegato 1 delle relazione istruttoria marzo 2004 «Irrigazione del Basso Molise con le acque dei fiumi Bferno e Fortore» Progetto definitivo. Prescrizioni tecniche.
-In sede di redazione del progetto esecutivo. In relazione alla natura delle superfici di progetto, vanno indicate le «superfici irrigabili». A tal fine:
- il Consorzio deve certificare le superfici catastali al netto delle grandi tare aziendali (case, aie, ecc.), risultanti dai propri ruoli contributivi;
- la superficie irrigabile da considerare è il 92% della catastale secondo i ruoli del Consorzio (8% di piccole tare aziendali). La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. Il fabbisogno annuo va ricondotto a 2810 m3/hairrigabile anno, considerando il fabbisogno medio cereali-ortaggi (4322 m3/hairrigabile anno) e adottando un coefficiente di parzializzazione di 0,65 (in conformità a scelte generali della regione Molise). Torna infatti 4322 \times 0,65 = 2810. La dotazione di punta continua nelle 24 h va ricondotta a d24=37 l/s \times hairrigabile con riferimento al mese dei massimi consumi (luglio) e attribuendo al mese stesso un fabbisogno non superiore al 35% del totale annuo. Torna infatti d24= 0,35 \times 2810 \times 1000/(31*86400)=0,37 1/s \times hairrigabile. Il dimensionamento di progetto delle portate, esuberante rispetto ai fabbisogni irrigui locali, potrebbe risultare ragionevole in una strategia di predisposizione della condotta all'uso plurimo, ad esempio per servizio di estremità in periodo invernale. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. Lo schema di sollevamento va ricondotto a soluzione «classica», con aspirazione a valle delle turbine e premente tradizionale verso la vasca di testata. Prevalenza e diametro della premente vanno ottimizzati, in riferimento ad oggettive condizioni di fornitura dell'energia (costo kwh dimostrato) e delle tubazioni di acciaio (listini, al netto di sconti). La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. In generale, la scelta delle tubazioni (soprattutto in riferimento ai medi e grandi DN) va dimostrata con elementi oggettivi di mercato, analizzando i costi in opera dei diversi materiali. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. I tubi di grande diametro devono essere verificati staticamente con criteri appropriati (tubazioni flessibili), tenendo conto dei carichi ovalizzanti e delle variazioni di temperatura, e in riferimento a molteplici condizioni (in esercizio compresi moti vari; in prova a giunti scoperti; a tubazione vuota; a depressione interna; all'instabilità elastica, ecc.). Nel caso dell'acciaio, va preventivamente scelto il tipo (510, 410), stabilendo eventualmente dei sovraspessori contro la corrosione. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. La condotta principale va dimensionata ottimizzando i diametri commerciali (metodo di Labye o simili), in relazione ad un campo di velocità di 0,5-2,0 m/s, e dei coefficienti di scabrezza ottimali, tenendo altresì conto dei prezzi di Elenco (una volta scelto il tipo di tubazione più conveniente, con le analisi del punto precedente relativo alla scelta delle tubazioni). L'ottimizzazione va parametrizzata in funzione di varie quote delle vasche e della quota minima eventualmente necessaria all'estremità per il servizio Fortore. Anche le reti di distribuzione vanno ottimizzate con lo stesso metodo, sempre assumendo come parametri la quota delle vasche. Alla fine si adotterà il dimensionamento e le quote vasche corrispondenti al minimo costo totale. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. Va definita la regolazione della condotta, sia in relazione allo svuotamento conseguente all'arresto delle pompe, sia in relazione al controllo delle portate derivate dalle vasche. Lo studio di regolazione va accompagnato anche da un profilo schematico, riportante i campi di oscillazione della piezometrica e i carichi massimi e minimi sulla condotta principale. Va definita la sezione tipo di posa dei grandi diametri, con indicazione delle fasce di esproprio e dell'eventuale pista di servizio. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. Vanno discussi gli apparecchi di linea della condotta principale, prevedendo e dimensionando clapet di rientrata d'aria e scarichi «principali» con relativi fugatori. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. Va definita la sezione tipo di posa dei grandi diametri, con indicazione delle fasce di esproprio e dell'eventuale pista di servizio. La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione. Per quanto riguarda la distribuzione:
-l'orario irriguo va fissato chiaramente (possibilmente 16h/24, e non 14 o 12/24), adeguando di conseguenza il calcolo probabilistico delle portate circolanti;
- va stabilito il principio della suddivisione preventiva dei comprensori in fasce altimetriche, alle quali correlare strettamente la quota delle vasche ed i tracciati delle distributrici (inserimento di rompicarico), in modo tale da contenere i carichi massimi possibilmente entro le 7-8 atm. Le fasce soggiacenti ai fondi vasca per meno di 35 m devono avere un'incidenza modesta, non potendo essere servite con pressioni adeguate;
- va chiarito il criterio di tariffazione e distribuzione, individuando punti di consegna aziendali, a valle dei quali il corpo d'acqua resta inalterato (idranti liberi);
- le consegne aziendali vanno organizzate nel senso di contenere entro valori accettabili il «grado di liberta» a valle. Non si può, cioè, assegnare un modulo «a domanda» a ogni piccolo proprietario;
- va drasticamente ridotto il numero di apparecchiature sugli idranti, stralciando in particolare la saracinesca di radice (sezionamenti da concentrare in testa alle distributrici o nei gruppi di consegna aziendali) e lo sfiato (aria evacuata attraverso le ali mobili, secondo costante prassi tecnica). Saranno dettagliate le specifiche e le funzioni dell'«idrometro». La verifica di ottemperanza sarà svolta a cura della regione.
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